SUNDANCE 2026 Concorso World Cinema Dramatic
Recensione: Levitating
- Il film di Wregas Bhanuteja è un racconto indonesiano non convenzionale che mescola rituali di trance e crescita personale, dal ritmo irregolare ma piacevolmente distintivo nel tono e nella visione

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intervista: Wregas Bhanuteja
scheda film], diretto dal regista indonesiano Wregas Bhanuteja (Photocopier, Andragogy), ha avuto la sua prima mondiale al Festival di Sundance, nell'ambito del concorso World Cinema Dramatic. Ambientato in un villaggio indonesiano, il film esplora i temi della trance e dell'incantamento attraverso la musica, usando un mix di danze e rituali tradizionali reali e inventati.
Bayu (Angga Yunanda), un giovane e talentuoso medium, cerca di scalare i ranghi degli sciamani nelle amatissime feste di musica trance che si tengono nel villaggio. Due figure femminili forti, Asri (interpretata dalla star della musica Anggun) e Laksmi (Maudy Ayunda), lo aiutano in questo percorso di scoperta di sé. Asri lo sostiene in ambito professionale, mentre Laksmi rappresenta un legame più profondo e personale. In effetti, Bayu deve fare i conti con la propria famiglia, poiché suo padre (Indra Birowo) sta progettando di vendere la sua casa a un promotore immobiliare che vuole costruire un hotel e sfruttare l'acqua sacra del villaggio. Condizionato da questi pensieri, soprattutto durante le sessioni di trance, Bayu non è solo preoccupato per il futuro del padre, ma trascorre anche molto tempo a riflettere sul proprio passato, che include un trauma irrisolto legato alla madre.
La sceneggiatura, che il regista ha scritto con Defi Mahendra e Alicia Angelina, contiene molti elementi interessanti. Ma, in generale, si ha l’impressione che le due ore avrebbero potuto essere facilmente sforbiciate per dare al film un passo più coinvolgente, evitando il rischio di risultare troppo diluito. Ciononostante, il terzo film di Wregas Bhanuteja è un patchwork di generi diversi (forse troppi?) che abbraccia dramma, horror, musical, commedia e racconto di formazione. Grazie a ciò, il continuo cambio di registro alleggerisce l’opera e, alla fine, il film riesce a gestire la propria durata in modo relativamente efficace. Senza dubbio, il titolo piacerà a chi cerca qualcosa di diverso e rinfrescante. In questo senso, il risultato complessivo non delude e le interpretazioni contribuiscono alla credibilità dei personaggi.
Levitating potrebbe avere un vero problema, che per alcuni potrebbe anche rappresentare il suo principale punto di forza. Mescola tutti i suoi diversi elementi in una ripetizione indistinta di scene che iniziano a somigliarsi un po’ troppo presto. Pur presentando molti momenti molto intriganti dal punto di vista visivo, col tempo potrebbe perdere l’attenzione del pubblico (che cattura magistralmente nella prima mezz’ora). Inoltre, le bizzarre esplosioni di colore e l’aspetto artistico della maggior parte delle scene verso il finale sono estremamente rifiniti, ma contrastano con l’aspetto relativamente grezzo del resto del film.
In questo senso, la fotografia di Gunnar Nimpuno è lievemente altalenante: nelle scene più audaci spicca per potenza e impatto, mentre nella maggior parte delle sequenze in esterni non risulta particolarmente valorizzante. I personaggi appaiono eccessivamente piatti a causa della luce intensa del giorno; optare per un'immagine più scura avrebbe esaltato l’aspetto drammatico dei rituali e avrebbe potuto dare al film una coerenza visiva.
Levitating è uno sforzo congiunto che coinvolge Indonesia, Singapore, Francia e Taiwan, prodotto da Rekata Studio, Momo Film e Les Contes Modernes. Le vendite internazionali sono affidate a Rekata Studio.
(Tradotto dall'inglese)
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